Sei in cerca di informazioni sulle scarpe da running Mizuno Wave Rider 24?

Sei capitato nel posto giusto.

Se ancora non mi conosci mi presento, mi chiamo Davide Ferro, sono un ex atleta professionista e ora esperto di scarpe da corsa.

A metà luglio 2020 ho avuto il piacere di testare la Mizuno Rider 24, degna discendente di una famiglia di scarpe che ho amato fin dalle prime edizioni.

Dopo aver percorso oltre 100 km con queste calzature ai piedi, posso finalmente dire la mia.

Continua a leggere la mia recensione per scoprire caratteristiche di suola, intersuola e tomaia, prezzi, pro e contro e opinioni delle nuove calzature sportive Rider 24.

Bene! Sei pronto per testare insieme a me la nuova Mizuno Rider 24?

Molto bene! Allora allacciamoci queste bellissime scarpe ben strette e usciamo a correre!

 

 

Test delle scarpe da corsa Mizuno Wave Rider 24

 

Qualcuno ha detto che “Quando ti dicono che non puoi farcela, ti stanno mostrando i loro limiti. Non i tuoi.”

E questa credo sia una frase che si adatti perfettamente allo spirito del runner

Infatti, in questo caldo, afoso e appiccicante luglio genovese, ho superato i miei limiti e ho corso tantissimo. Perché solo correndo sono davvero me stesso.

Con le Rider 24 ai piedi, ho corso più di 100 km e ora sono prontissimo a spiegartele nel dettaglio.

La 24 rappresenta un aggiornamento della versione precedente, pur mantenendo ciò che ha reso famosa la famiglia fin dagli albori.

La famiglia Wave Rider è pensata per i runner neutri alla ricerca di una scarpa ammortizzata in grado, nello stesso tempo, di aiutare ad aumentare il ritmo e dare una buona stabilità (pur non essendo scarpe per pronatori).

Questo nuovo modello presenta leggere modifiche nell’area della suola e della tomaia, e aggiornamenti più importanti nell’intersuola, che permettono al prodotto di garantire una corsa più morbida e fluida, pur mantenendo un buon ritorno elastico e un’ottima vestibilità.

 

Davide ferro con la scarpa Mizuno Wave Rider in mano

 

Come ti dicevo, ho corso con la Rider per oltre 100km e devo dire che le mie impressioni sono state ottime.

Appena la ho indossata ho notato immediatamente la comodità della tomaia in mesh, che ha avvolto il mio piede in modo molto confortevole fin dal primo istante.

Sull’avampiede, invece, il modello rimane sempre medio ampio, e forse nel mio caso specifico avrei preferito meno spazio.

Trovo comunque che il modello sia più indicato per coloro che hanno una pianta medio larga.

Nonostante ci sia più spazio sull’avampiede ho apprezzato la calzata, molto aderente, che non mi ha mai fatto sfregare il piede anche in curve piuttosto secche ad alta velocità.

Quest’ottima aderenza aumenta la percezione di leggerezza della scarpa.

Anche con la scarpa slacciata si percepisce un’ottima tenuta della scarpa sul piede anche nella capsula tallonare, che risulta essere leggermente più bassa in altezza sulla zona del tendine d’Achille.

Durante le mie prime corse mi sono subito reso conto che non si trattava di una scarpa particolarmente veloce soprattutto se non si va a “spingere”.

È molto solida nell’area dell’avampiede e molti la definirebbero un po’ “secca” –  caratteristica che ho apprezzato particolarmente – e ha una transizione morbida e fluida.

 

Caratteristiche tecniche

  • Marchio: Mizuno Running
  • Modello: Wave Rider 24
  • Tipologia: Ammortizzate
  • Peso: 290 grammi
  • Drop: 12 mm
  • Famiglia: Wave Rider
  • Modello precedente: Wave Rider 23

 

Caratteristiche generali

Nel luglio 2020, il brand giapponese ha introdotto una tecnologia rivoluzionaria: la Mizuno Enerzy, che si pone l’obiettivo di offrire un rimbalzo più elevato che mai.

Secondo il brand, infatti, la nuova schiuma offre il 17% di ammortizzazione e il 15% di ritorno di energia in più rispetto alla versione precedente.

La schiuma è morbida al tatto e rende l’atterraggio ben ammortizzato soprattutto per chi attacca di tallone, favorendo la transizione dal tallone alla punta.

Questo è il vero grande cambiamento di quest’anno.

Questo è il vero grande cambiamento di quest’anno anche se per poterlo percepire appieno, bisogna andare a velocità abbastanza sostenute e spingere sulla scarpa.

E credimi, io l’ho spinta parecchio…

 

Davide ferro con la scarpa Mizuno rider 24 ai piedi

 

Inoltre, viene mantenuta la piastra in Pebax diventata ormai un’icona che contraddistingue i modelli Mizuno Wave da tutti gli altri brand.

La piastra, oltre a svolgere il compito di distribuire meglio l’impatto a terra, garantisce anche un’ottima stabilità.

Questa caratteristica è utile soprattutto dopo diversi chilometri, quando cioè, i muscoli dell’arco plantare si stancano e fanno cedere il piede verso l’interno.

La suola in gomma, studiata è posizionata accuratamente, garantisce una buona durabilità e fornisce un’ottima trazione su qualsiasi superficie.

Una tomaia in maglia a più strati e senza cuciture culla il piede, fornendo un’ottima vestibilità e traspirazione, sia ai runner dalla pianta stretta che più larga.

L’interno della tomaia è confortevole e ben arieggiato.

 

davide ferro che si allaccia la scarpa mizuno wave rider

 

La calzata è salda dal tallone fino al mesopiede e va ad allargarsi invece sull’avampiede pur mantenendo sempre il piede in posizione ed evitando sfregamenti anche a velocità elevate.

La soletta creata da Mizuno è morbida ed aumenta la percezione del comfort, è estraibile e permette quindi di igenizzarla dopo le varie sessioni di gare o allenamenti.

Bene, dopo averti dato questo breve assaggio, andiamo a mettere sotto la lente di ingrandimento le caratteristiche di suola, intersuola e tomaia.

Iniziamo dalla suola!

 

Suola

mizuno wave rider 24 recensione

Anche la suola è stata ridisegnata, ma questo non ne ha assolutamente compromesso il rendimento e la durabilità, anzi…

La nuova Rider presenta infatti una suola a pieno contatto con il terreno, a differenza della versione 23 che aveva un piccolo spazio fra avampiede e tallone.

Di fatto, si tratta di una suola composta da due tipi di gomma: una gomma microespansa e una gomma piena, un mix in grado di fornire un’ottima trazione sia su asciutto che su bagnato.

Nella parte posteriore e interna della scarpa, le lamelle escono di 2 millimetri e sono posizionate perpendicolarmente rispetto alla direzione della corsa, mentre dal mesopiede sino alla parte anteriore del piede sono disposte a 45 gradi e si sporgono di 5mm.

La mescola è morbida e aderisce molto sulle superfici, di contro dopo già 50km ho notato un pò di usura.

Sulla parte esterna della suola invece avviene il contrario, sul tallone le lamelle sono disposte a 45 gradi, mentre sull’avampiede risultano essere perpendicolari rispetto al senso della corsa.

Il loro spessore è identico su tutta la lunghezza della scarpa.

Le diverse tipologie di battistrada, vengono divise da un solco che rimane più ampio nella parte tallonare del piede e che va a ridursi creando una linea fino sulla punta del piede.

Questo “solco” ha una doppia funzione, la prima è quella di ridurre al minimo il materiale e alleggerire così la scarpa, la seconda è quella di rendere la scarpa più flessibile.

Durante i miei test ho corso su terreni asciutti e leggermente umidi (purtroppo non sono riuscito a testare la scarpa su bagnato) e si è comportata egregiamente.

 

Intersuola

mizuno rider 24 blu

Fai attenzione, perchè è proprio nell’intersuola che risiede il vero grande cambiamento di quest’edizione.

Mentre i competitor si sono concentrati principalmente su delle schiume più morbide, Mizuno ne ha introdotto una più “rimbalzante”, chiamata Enerzy.

Rispetto alla Rider 23, la nuova Rider 24 ha tutt’altra risposta; pur mantenendo un design simile alla precedente edizione, in fase di falcata la scarpa risulta essere meno secca e più dinamica.

L’ho provata a diverse andature e sopra i 6 minuti la scarpa non riesce ad esprimere le sue potenzialità a livello di risposta, ma solo quelle di ammortizzamento.

La scarpa inizia a dare un riscontro dinamico sotto i 5’/5’30 a chilometro e quando spingiamo su di essa.

Il massimo lo si ha intorno ai 4’/3’30 a chilometro dove la calzatura si esprime al meglio dando molta risposta e offrendo una grande flessibilità.

Questa speciale e innovativa tecnologia dal nome Mizuno Enerzy Foam, è presente principalmente nell’area tallonare e ha due caratteristiche particolari:

  • è morbida al tatto (è infatti più morbida del 17% rispetto ai materiali utilizzati in passato), aumenta la morbidezza nell’atterraggio (soprattutto per chi attacca di tallone)
  • offre una migliore combinazione di ammortizzazione e ritorno di energia (il dato è un ritorno di energia del 15% rispetto ai materiali utilizzati in passato), oltre ad aumentare sensibilmente il comfort e la durata.

In aggiunta, la soletta creata da Mizuno aumenta sensibilmente il confort rendendo la scarpa una vera coccola per i nostri piedi anche dopo molti chilometri.

 

Tomaia

mizuno rider 24

Mizuno ha pubblicato una doppia versione della Wave Rider:

  1. una con tomaia in mesh ingegnerizzata;
  2. una con tomaia in maglia (Waveknit).

I due prodotti sono identici, ad eccezione, appunto, della tomaia e del peso: la versione Waveknit è leggermente più pesante della sorella con tomaia in maglia.

Entrambe le tomaie sono tuttavia molto comode: presentano uno spazio sufficiente per accogliere anche piedi dalla pianta larga e si adattano a praticamente qualsiasi forma del piede.

La tomaia è comunque molto più pulita rispetto alla versione precedente: un logo praticamente tatuato sul tessuto e l’eliminazione di molte cuciture la rendono molto elegante e più minimale.

Le cuciture presenti sono solo per collegare la linguetta alla tomaia.

Nella parte anteriore sono presenti dei fori più ampi che aumentano la traspirabilità favorendo il ricircolo d’aria al suo interno.

L’area del colletto e la linguetta offrono una sicurezza e un’imbottitura necessarie per un modello di scarpa di questo tipo, con il quale si può correre per parecchi chilometri senza stop.

La linguetta è abbastanza spessa rispetto ai competitor, ma non si avverte assolutamente durante la corsa, inoltre, essendo collegata lateralmente con un elastico interno, rimane sempre ben posizionata al centro.

I lacci non sono elastici ed hanno una trama che non permette un facile scorrimento all’interno degli occhielli, questo rende l’allacciatura meno scorrevole, ma una volta trovata la giusta misura non si verificheranno allentamenti durante la corsa.

Sono presenti i 6 fori passanti più un settimo aggiuntivo per le caviglie più esili, ormai diventato un classico su tutti i modelli delle scarpe da corsa.

La capsula posteriore è davvero contenitiva: il tallone, una volta inserito all’interno della scarpa, ha una perfetta calzata e rimane sempre aderente.

Nella parte posteriore del tallone, la scarpa è più bassa lasciando più libero il movimento nella zona del tendine d’Achille.

 

 

Pro e contro

Bene! Direi che ora sappiamo tutto quello che c’è da sapere sulle caratteristiche della Mizuno Wave Rider 24.

Ma quali sono i lati positivi e quelli negativi di questo prodotto?

Scopriamoli insieme!

Pro Contro
La nuova schiuma Enerzy è in grado di fornire un ottimo ritorno elastico È piuttosto solida e non è particolarmente veloce
La tomaia in mesh è molto comoda e spaziosa, ed è adatta anche per i runner dalla pianta larga
I fori presenti nell’area anteriore garantiscono una buona traspirazione
La suola a tutto contatto con il terreno, presenta un mix di schiume in grado di garantire una buona trazione su diverse superfici
Ideale per le gare medio lunghe, a partire dai 10km fino alle maratone


Domande frequenti

A chi è indicata?

A runner praticamente di tutti i tipi. Sono sicuro che tutti i corridori che amano macinare chilometri la adoreranno.

Credo rappresentino un’opzione ideale per i runner che pesano oltre i 65kg, e – perchè no – anche per quelli dal peso più elevato (oltre gli 85kg) nonostante Mizuno abbia delle scarpe da corsa più specifiche per questi ultimi (come le Sky o Horizon).

Ma per quali distanze sono consigliate?

Danno il meglio di sè nelle distanze medio-lunghe, dai 10 km alla maratona, e sono ottime sia per gli allenamenti che per le gare.

Consigliate per chi corre dai 5’/5’30 a chilometro in giù.

 

Come veste?

Ho avuto il piacere di testare la versione in mesh ingegnerizzato, e devo dire che la vestibilità è ottima.

La taglia è fedele alle dimensioni: il prodotto con cui ho corso è dello stesso numero delle altre scarpe da running Mizuno che ho nell’armadio, quindi direi che puoi optare per il tuo numero di scarpa abituale.

mizuno rider 24 da uomo colore blu

 

In realtà da subito la calzata è perfetta, però dà il meglio di se dopo due uscite dove la scarpa prende la forma del nostro piede e diventa una guanto.

Devi semplicemente portare attenzione alla pianta, come dicevo prima, la scarpa ha un’ottima calzata, ma risulta avere una pianta medio larga, quindi se hai un piede con pianta stretta potresti trovarla troppo spaziosa.

 

Quanto costa?

La scarpa, al momento dell’uscita sul mercato, ha un prezzo che varia fra i 145 e i 160€.

Non si tratta di un’opzione economica, ma sicuramente in linea con altre scarpe da running dello stesso tipo.

È una scarpa destinata a durare a lungo, per cui si tratta, secondo me, di un buon investimento.

 

Dove acquistare?

Puoi trovare la scarpa da runnnig Wave Rider 24 su diversi store online o nel negozio di running più vicino a te.

Qui trovi i link per acquistare al miglior prezzo la Wave Rider nella versione da uomo e da donna.

 

Comparativa con scarpe da corsa simili

Eccoci arrivati alla parte che preferisco, quella del testa a testa fra le scarpe da corsa dei diversi brand concorrenti.

Vediamo dunque come si comporta la Rider 24 se confrontata con la sua versione precedente, e con altri prodotti simili.

 

Mizuno Wave Rider 24 vs 23

Le due scarpe hanno un aspetto simile, ma una volta indossate, ti renderai conto che sono decisamente diverse.

La versione precedente presentava un’intersuola con schiuma U4icX, che è stata ora sostituita dalla nuova Enerzy, che ti assicuro essere molto più rimbalzante e morbida.

A livello di design, invece, la 24 è simile ma molto più minimale: una tomaia a pezzo unico sfoggia solo un logo stampato su ciascun lato, a differenza della versione precedente che presentava alcune cuciture nell’area mediana.

Infine, il nuovo modello presenta una suola a tutto contatto con il terreno, mentre la Rider 23 aveva un piccolo spazio fra avampiede e tallone.

Non si tratta di un aggiornamento particolarmente importante, ma comunque degno di nota.

Mizuno Wave Rider 23: recensione completa

 

Mizuno Wave Rider vs Brooks Ghost

Ecco una grande sfida fra due brand fantastici: Mizuno vs Brooks.

Queste scarpe sono sempre state molto simili tra loro e si sono sempre distinte per coloro che attaccano il terreno di tallone.

Se cerchi un sostegno nella parte mediale del piede, ti consiglio di andare sulla Ghost, anche se grazie alla piastra in Pebax, le Rider riescono ad avere una buona stabilità.

Se vuoi un modello più morbido sul tallone la Rider risulta essere migliore.

A livello di morbidezza risultano essere simili, anche se la Rider è leggermente più dura e di conseguenza più dinamica.

Rispondono molto bene alle esigenze di tantissimi runner.

Sull’avampiede la Ghost risulta essere più ampia rispetto alla Rider.

Forse tra le due tomaie preferisco la Ghost mentre come ammortizzamento e risposta la Rider.

Direi comunque che la scelta tra i due modelli ricade su tre punti:

  • quanto attacchi di tallone;
  • quanto spazio vuoi sull’avampiede;
  • se preferisci una tomaia più o meno morbida.

Brooks Ghost: recensione completa

 

Asics Cumlus vs Mizuno Wave Rider 24

Beh, sono entrambe scarpe neutre per coloro che hanno bisogno di ammortizzamento e sono comparabili tra loro.

Sono modelli la cui tomaia è formata da diversi strati senza cuciture e possiamo dire che non ci sia una differenza sostanziale.

Cosa ben diversa riguarda il peso tra i due modelli: la Rider risulta essere più leggera, mentre la Cumulus non cura troppo questo aspetto ma presenta un ammortizzamento più rilevante.

A livello di transizione la Rider 24 è più veloce rispetto alla Cumulus ed inoltre più stabile, presentando la piastra in Pebax.

Tra i due modelli, anche se la Rider è notevolmente migliorata nella flessibilità, risulta più rigida rispetto alla Cumulus.

Asics Cumulus: recensione completa

 

Mizuno Wave Rider vs Wave Inspire

Mentre la Rider è una scarpa da allenamento e gare per runner neutri, possiamo dire che l’Inspire è un modello Rider per pronatori.

Hanno una configurazione molto simile, a differenza della piastra, che nell’Inspire risulta essere molto più alta evitando un completo schiacciamento e dando quindi più stabilità.

Sono entrambe ideali per chi attacca di tallone e hanno suole sostanzialmente molto simili.

Quindi quale scegliere?

Se vuoi una scarpa un po’ più reattiva ed hai una falcata neutra, ti consiglio le Rider, se invece hai bisogno di più stabilità ti consiglio le Inspire.

Asics Inspire: recensione completa

 

Mizuno Wave Rider 24 vs Nike Pegasus 37

Sono due modelli neutri è molto ammortizzati.

Entrambi possono andare molto bene ad una vasta tipologia di runner.

Si differenziano sostanzialmente per la tipologia di ammortizzamento.

La Pegasus è una scarpa molto ammortizzata con uno stock di circa 30mm che da un grande confort e ammortizzamento.

Grazie al sistema Air Zoom inserito nel solo avampiede garantisce un ottimo confort ed un buon ritorno elastico mentre nella Rider si ha meno confort ma un maggiore ritorno elastico.

Le tomaie delle due scarpe sono senza cuciture, ma nella Pegasus risulta essere leggermente meno traspirante rispetto a quella della Rider.

La calzata nella Rider è avvolgente fino al mesopiede ma si allarga sull’avampiede, mentre nella Pegasus la calzata è ottimale lungo tutta la lunghezza della scarpa.

Questo dipende molto dalla tipologia di piede che ognuno ha.

La stabilità per entrambi i modelli è eccellente mentre i battistrada hanno dato ottimi risultati sia come usura che come grip.

Se volessi avere meno confort con una pianta larga andrei sulla Rider, viceversa con pianta più stretta e avere una scarpa più comoda Pegasus.

A livello di prestazioni la Rider a velocità più elevate riesce a dare qualcosa di più come risposta.

Nike Pegasus: recensione completa

 

Mizuno Rider 24 vs Ultima 12

I due prodotti si differenziano in quanto la Rider è una scarpa per runner neutri mentre la Ultima è per runner di un peso maggiore di 75 kg alla ricerca di una scarpa resistente e con una tecnologia per correggere la pronazione.

Direi che ha una posizione intermedia tra la Rider 24 e la Sky 4.

 

Conclusioni

La Mizuno Rider 24 rappresenta un aggiornamento di qualità di una scarpa di per sè molto amata e apprezzata dalla maggior parte dei runner di tutto il mondo.

La nuova schiuma Enerzy offre un atterraggio più comodo e una transizione più fluida, rendendola ideale per le corse a lungo chilometraggio, dai 10km fino alle maratone.

La mia esperienza con questo prodotto è stata sicuramente positiva e si assicura un posto in classifica delle migliori scarpe che ho testato quest’anno.

Ora passo la parola a te: hai mai corso con le Rider ai piedi? Quali sono gli aspetti che più hai apprezzato e quelli che invece non ti sono piaciuti?

Condividi la tua opinione con la community di scarperunning.org lasciando un commento qui sotto.

Bene, da me per oggi è tutto.

E ricorda:

Vento sulla faccia,
rock’n’roll nelle orecchie
e chilometri nelle gambe.

Buone corse,
Davide

 

 

In breve
  • Comfort
  • Stabilità
  • Peso percepito
  • Design
  • Rapporto qualità prezzo
4.3

Valutazione

La Rider 24 rappresenta un aggiornamento della versione precedente, pur mantenendo ciò che ha reso famosa la famiglia fin dagli albori.

Questo nuovo modello presenta leggere modifiche nell’area della suola e della tomaia, e aggiornamenti più importanti nell’intersuola, che permettono al prodotto di garantire una corsa più morbida e fluida, pur mantenendo un buon ritorno elastico e un’ottima vestibilità.

Ho corso con la Rider per oltre 100km e devo dire che le mie impressioni sono state ottime.

4 Commenti

  1. Ciao Davide,
    Una storia triste e complessa.
    Maratoneta. Operato al td achille ed ancora fermo per una capsulite bilaterale degli alluci (un calvario credimi)
    Ho sempre usato nimbus fino a 21, che considero la fonte dei miei Mali.
    Adesso cerco scarpa per riprendere. Cerco un modello iperammortizzato, non morbidissimo.
    Preciso di avere cavo.
    Cosa mi consigli wave rid 24, skyrise o nimbus 22
    Non dirmi hoka perché mi stravolgono il passo e mi creano ptoblemi. Io vado piano a 5.
    Grazie di tutto.

    • Ciao Pasquale,

      Ho letto attentamente il tuo messaggio e rimango un po’ perplesso quando scrivi che la causa dei problemi sia stata una Nimbus.

      Posso capire se fosse stata una Sneakers cioè una scarpa da passeggio alla moda, utilizzata per il running, ma una Nimbus (che risulta uno tra i modelli più utilizzati in assoluto), mi porta un po’ a dubitare.

      Però allo stesso tempo, essendo tutti noi diversi, anche se un modello va bene a 99 Runner su 100, non è detto che a quel singolo podista non crei dei problemi anche gravi.

      Detto questo, quello di cui mi parli è effettivamente un problema abbastanza complesso.

      Io terrei d’occhio per prima cosa il drop, rimanendo su un drop alto per scaricare il più possibile i tendini, ad esempio 12.

      A livello di scarpe con buon ammortizzamento, tu indicavi le Mizuno, che però hanno anche un livello di risposta discreto e risultano leggermente più dure rispetto ad altri modelli della stessa fascia.

      Se sei in un periodo di convalescenza, prediligerei modelli leggermente più morbidi con uno stack da 28/30mm.

      Io proverei:
      New Balance 1080v10
      Brooks Glycerin (più dinamica)
      Brooks Ghost (più morbida)
      Nike Pegasus 37.

      Bisogna vedere altezza e peso, però do per scontato che essendo un maratoneta tu abbia un peso forma.

      Un caro saluto,
      Davide

  2. Caro Davide,
    Grazie della celere risposta e scusami se sono stato evasivo.
    Io sono 1.84 cm per 82 kg.
    Con nimbus sono andato sempre benissimo tranne che con le 21.
    Per i problemi al tendine usavo delle tallonette che alzavano il drop di altri 4/5 mm così sono andato a caricare troppo i metatarsi.
    Purtroppo le nimbus 21 sono molto più morbide avanti e questo mi ha portato a caricare più sui metatarsi.
    Adesso il tendine è ok, la capsulite (che mi trascino da un anno ed è un inferno, dando sempre la sensazione di avere pietre nella scarpa con l’impossibilità di usare scarpe ‘borghesi’) che in parte interessa anche i sesamoidi pare in lenta risoluzione, attraverso una terapia abbastanza sperimentale.
    Per il mio problema sarebbe opportuno un drop basso, ma d’altro canto occorre proteggere il tendine d’Achille operato.
    Per il momento un po’ di sollievo l’ho avuto solo con mizuno skyrise, ma mi riprometto di provare i modelli che mi hai indicato.
    Mi incurioscono molto le new balance di cui ho letto una tua bella recensione. Che ne pensi delle nimbus 22? , le ho comprate trovandole almeno di primo impatto decisamente diverse dalle 21, in senso migliorativo. Me le consiglieresti dato il mio problema?
    Grazie mille

    • Ciao Pasquale,

      Io lascerei un attimo da parte le Nimbus.

      Prova tranquillamente le New Balance 1080 v10, però mi permetto di dirti che mettere degli spessori nel tallone per correre è stata un’idea a mio avviso non corretta.

      È meglio non modificare a nostro piacimento l’equilibrio studiato attentamente sulle scarpe.

      Devi sapere che per ogni singolo modello vengono fatti degli studi molto approfonditi sulla podologia dei runner.

      Nonostante ciò, nonostante l’esperienza dei produttori, alcune rivisitazioni non vanno benissimo.

      Tutto questo per dire che sarebbe meglio un plantare correttivo appositamente studiato per quella situazione.

      Gli spessori possono andare bene per camminare e nel tempo libero, ma non per correre.

      Infine a mio avviso dovresti avere due modelli in modo da alternare nelle uscite le parti che vai a sollecitare, quindi si potrebbe pensare a 2 modelli con drop diversi e morbidezze diverse.

      Un caro saluto,
      Davide

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