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Saucony Endorphin Rift: Recensione, Caratteristiche, Prezzo

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Recentemente ho avuto modo di provare molte scarpe del marchio Saucony. Brand americano che negli ultimi anni ha investito molto nel running, con risultati notevoli.

Solo per citarne alcune, nella categoria strada ho apprezzato molto le Ride 15 e 16, le Triumph 21, per non parlare delle Endorphin Speed 3, una delle scarpe più riuscite degli ultimi anni.

Nel trail, invece, ero rimasto poco impressionato dalle Xodus Ultra, che erano molto comode, ma per niente stabili a mio avviso. Anche le Endorphin Trail, pur avendo ottime qualità, non hanno avuto poi molto successo.

Ora, però, sono arrivate queste Endorphin Rift, che a mio avviso prendono spunto dagli ultimi modelli per arrivare ad un risultato eccellente. Potrebbero essere l’alternativa più ammortizzata delle Peregrine, altra fantastica scarpa di casa Saucony.

Ma vediamo nel dettaglio tutte le sue caratteristiche e come si comporta sui sentieri.

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Test delle scarpe da corsa Saucony Endorphin Rift

Ho provato le Saucony Endorphin Rift su alcuni dei miei sentieri preferiti, che prevedono un bel mix di tratti tecnici, con rocce, salite e discese ripide, e di strade sterrate. In un paio di occasioni ho trovato anche un bel po’ di fango, quindi situazione perfetta per provare una scarpa con una suola aggressiva come questa.

Caratteristiche tecniche

  • Marchio: Saucony
  • Modello: Rift
  • Tipologia: Trail, Ammortizzata
  • Peso: 255 gr
  • Drop: 6 mm
  • Famiglia: Endorphin 

Caratteristiche generali

Di solito parto dal paragonare la scarpa al modello precedente, ma in questo caso si tratta di un modello completamente nuovo.

Quello che invece salta subito all’occhio, è l’impiego di alcuni materiali, tra cui l’intersuola PWRRUN PB, di cui parleremo dopo, e della suola PWRTRAC.

Per quanto riguarda il peso, stupisce che sulla bilancia la scarpa faccia segnare solo 255 grammi. A guardarla, si direbbe di più.  

Suola

Corro spesso lunghe distanze e avevo preso le Xodus Ultra proprio per questo motivo. Ma la loro suola non mi aveva entusiasmato. Buona per sentieri facili, ma sul tecnico potrebbero essere migliori. 

Invece le Endorphin Rift sono di tutt’altra pasta.

La forma e la dimensione dei tasselli crea un mix efficace, funziona davvero bene.

Merito di questa PWRTRAC, che non solo ha una mescola morbida, ma dispone di tasselli da 4.5mm. 

Se i numeri non vi dicono nulla, tenete conto che una scarpa fatta per sentieri facili e sterrati di solito ha tasselli sui 3-3.5mm, mentre scarpe adatte a terreni sconnessi e fango, sono dai 4 mm in su, per permettere alla scarpa di “mordere” meglio il terreno e garantire più aderenza.

Non c’è una regola fissa, ma ripeto, solitamente è così.

I 4.5 mm delle Rift fanno un lavoro eccellente. Nei miei test, anche su sentieri fangosi, hanno tenuto davvero bene.

Non posso parlare della durabilità di questa gomma, ma sospetto che non sarà eccezionale, vista la sua morbidezza. Probabilmente è meglio evitare il più possibile i tratti asfaltati, che andrebbero a rovinarla prima del previsto.

Per il resto, Saucony ha fatto un ottimo lavoro.

Intersuola

Assieme alla suola, questa è la parte che preferisco delle Endorphin Rift.

All’inizio dell’articolo avevo accennato alle Endorphin Speed 3, che sono scarpe fantastiche, versatili, veloci, comodissime… Ecco, con le Rift ho avuto sensazioni simili. E forse non è un caso, perché i due modelli condividono la medesima intersuola, ovvero la PWRRUN PB.

Cos’ha di speciale? Beh, riesce ad essere leggera, morbida, energetica e anche abbastanza durevole. Difficile chiedere di più. 

Ai piedi le Rift si sentono veloci, agili, nonostante non siano molto snelle. Sono molto divertenti da usare, versatili, e mettono voglia di indossarle praticamente in ogni occasione. 

Altra cosa che trovo perfetta, ma è una questione personale, è il drop di 6 mm, che deriva dall’altezza al tallone di 33 mm e di 27 mm in punta. 

Questa misura medio/bassa, è quella che più apprezzo. Alterno sempre scarpe di drop diversi durante la settimana, di solito da 4 a 10 mm, così da dare stimoli e stress diversi a piedi e gambe. Ma 5-6 mm è la misura che sento più mia. Ed essendo una via di mezzo, credo possa andar bene alla maggior parte dei runner.

E’ presente un rock plate, ovvero uno strato rigido tipico delle scarpe da trail, che protegge il piede da rocce appuntite che altrimenti potrebbero far male o dare fastidio mentre si corre.

La scarpa è anche piuttosto flessibile, e quindi permette al piede di adattarsi meglio al terreno e di spingere.

Tomaia

La tomaia delle Rift è flessibile, leggera, quasi da gara, con giusto un po’ di rigidità in punta e al tallone, che tiene bene il piede.

La linguetta, sottilissima, che presenta una piccola zona imbottita sotto ai lacci, è un pezzo unico con il resto della tomaia. Anche questa è una caratteristica che vediamo in molti modelli da competizione. 

A staccarsi sono solo le due fasce laterali che salgono a dare supporto e a chiudere sul collo del piede. Queste sono provviste di ben 4 occhielli, rinforzati da una piastra in gomma, che permettono di sperimentare con i tipi di nodo. 

Il collarino abbastanza alto aiuta ad evitare che i detriti entrino nella scarpa, ma non è ai livelli di altre scarpe. Qui, almeno nel mio caso, rimane un po’ di spazio ai lati e quindi qualcosa può entrare comunque. 

Il comfort è evidente. Non ho avuto alcun fastidio durante le mie uscite.

Avrei solo preferito un po’ di sicurezza in più, perché in tratti ripidi e sconnessi sembra che la tomaia non tenga bene il piede. Per questo motivo io le vedo come un modello perfetto per sentieri di tutti i tipi, eccetto quelli davvero impegnativi, dove comunque si può usare, ma non a ritmi veloci.

Leggendo qua e là su internet ho notato che più di qualcuno le ha trovate piuttosto strette. Io, che ho un piede medio-largo, non ho avuto alcun problema.

Anche sul versante traspirabilità, le ho trovate ottime. Non ho avuto problemi di piedi troppo caldi. 

Un ultimo aspetto, che per quanto di secondo piano vale la pena citare, è il look di queste scarpe. Io lo trovo azzeccato. Secondo me è una bellissima scarpa. 

I cordoncini su tallone e linguetta, e il rinforzo dei primi occhielli per i lacci, danno un tocco outdoor ad una tomaia che potrebbe altrimenti essere scambiata per una da strada. Basta guardare la suola aggressiva per capire che sono invece fatte per i sentieri, ma resta il fatto che io le userei tranquillamente anche come sneakers.

Magari in una colorazione un po’ meno accesa di quelle che ho ricevuto io. Bellissime, ma forse un po’ troppo vivaci!

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Pro e contro delle Saucony Endorphin Rift

Pro

  • Grip eccellente
  • Divertenti
  • Morbide
  • Leggere

Contro

  • Non sempre sicure sui tratti tecnici

Domande frequenti

A chi sono rivolte le Saucony Endorphin Rift?

Le Endorphin Rift sono rivolte a tutti quei trail runner che cercano abbondante e morbida ammortizzazione, e tanta aderenza col terreno. Particolarmente indicate per chi corre su sentieri morbidi e fangosi, a patto che non siano troppo tecnici.

Perfette per trail lunghi nel sottobosco. Ma anche per uscite brevi e rapide, dove risultano essere molto divertenti da usare.

Le vedrei bene anche per affrontare delle ultramaratone in montagna.

Come calzano le Saucony Endorphin Rift?

Le Rift hanno una calzata normale, ma secondo alcuni si sentono un po’ strette. Se avete piedi larghi, prendete mezza taglia in più.

Quanto costano le Saucony Endorphin Rift?

Il prezzo ufficiale di queste calzature da running è di 170 euro. Considerando quello che offrono, non sono poi così care.

Dove comprarle

Puoi comprarle comodamente online su Top4running, vedi l’offerta qui sotto:

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Comparativa con scarpe da corsa simili

Saucony Endorphin Rift VS Saucony Peregrine 13

Le Peregrine sono da anni delle ottime scarpe. Negli ultimi tempi sono state modificate e rese un po’ più comode, meno aggressive, meno adatte ai ritmi veloci, ma pur sempre performanti.

A mio avviso, le Rift sono delle Peregrine “maggiorate”, perché sono più ammortizzate e sicuramente più morbide. Ma le Peregrine sono un po’ più adatte a sentieri tecnici, più agili e veloci. Anche il drop è diverso, ma non di molto: 6mm nelle Rift e 4mm nelle Peregrine.

Che scegliate l’una o l’altra, cadete sempre in piedi.

Conclusione

Il voto che do alle Rift è 4.5 su 5. Non potrebbe essere altrimenti.

Mi son piaciute subito e continuano a piacermi. Davvero un gran bel risultato quello raggiunto da Saucony con questo modello. Tanto comfort, ammortizzazione praticamente perfetta, grip solido… E inoltre tanta versatilità, una scarpa che può essere indossata praticamente sempre, per distanze brevi o lunghe, per lenti o allenamenti veloci, incluse le gare. Direi che ci siamo. 

A mio avviso, il modo migliore di usare queste scarpe è di indossarle per le lunghe distanze su sentiero, specialmente nel sottobosco.

Avrei messo una tomaia leggermente più strutturata, a scapito magari di qualche grammo in più, per dare ancor più sicurezza sui sentieri tecnici, ma a parte questo le ho trovate fantastiche.

Saucony continua con la sua serie positiva e speriamo non si fermi.

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  • DESIGN
  • PESO PERCEPITO
  • STABILITA'
  • RAPPORTO QUALITA'/PREZZO
  • COMFORT
3.6

Summary

Davvero un gran bel risultato quello raggiunto da Saucony con questo modello. Tanto comfort, ammortizzazione praticamente perfetta, grip solido… E inoltre tanta versatilità, una scarpa che può essere indossata praticamente sempre, per distanze brevi o lunghe, per lenti o allenamenti veloci, incluse le gare.

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Runner e Running Coach con la passione per le ultramaratone, la montagna, e tutto ciò che ci gira attorno. Mi trovi qui: https://www.instagram.com/gabrielezampieri/

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