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Scarpe Running A5: Le 5 migliori scarpe A5

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Qualche anno fa le scarpe da running venivano classificate in base a delle categorie ben definite. Questo sistema è sempre meno usato al giorno d’oggi, ma possiamo ancora identificare la categoria A5 come quella delle scarpe da trail running.

Oggi vediamo di capire quali sono le migliori e perché.

Cos’è il trail running

Il trail running è uno sport che sta diventando via via sempre più popolare. Negli ultimi anni ha visto infatti una crescita costante.

Ma cos’è esattamente?

Per semplificare possiamo dire che con questo termine si intende la corsa che viene praticata fuori strada. Quindi sterrati, sentieri, in collina, in montagna, nei parchi urbani. Si potrebbe dire che tutto ciò che non è asfalto, è trail running (ad eccezione anche della corsa su pista, ovviamente).

É una semplificazione, sia chiaro. Un percorso su sterrato, tutto pianeggiante, non si discosta molto dalla corsa su strada. Mentre correre su un sentiero di montagna implica uno sforzo, una tecnica, un equipaggiamento ben diversi.

Ma di sicuro, quello che accomuna tutti le uscite trail, è la presenza della natura.

Come scegliere una scarpa running A5

Gli aspetti da considerare sono molteplici, ma per rendere la cosa più semplice ho sintetizzato il tutto in 4 punti cardine che una scarpa running A5 deve assolutamente avere.

Grip

A mio avviso la trazione è uno degli aspetti più rilevanti in una scarpa da trail.

Se sull’asfalto abbiamo bisogno di grip per evitare di sprecare energia, faticare di meno, e per avere controllo sul bagnato, nel trail running l’aderenza è necessaria anche per evitare infortuni e incidenti.

Le scarpe montano suole diverse, a seconda della destinazione d’uso. Ad esempio, se la maggior parte delle mie uscite è su strade sterrate, basterà una suola con tasselli larghi e bassi (2-3mm di altezza).

Ma se invece corro principalmente su sentieri, dove oltre a sassi e rocce posso anche incontrare tratti di terreno morbido, come erba o fango, la scarpa sarà molto più efficace se dotata di tasselli alti (4-5mm) e distanziati tra loro, così da penetrare meglio nella terra e disperdere l’eventuale fango che altrimenti resterebbe appiccicato.

Fare trail running significa, a volte, incontrare tutte queste diverse situazioni in un’unica uscita… Quindi, se siamo soliti fare percorsi che prevedono una grande varietà di terreni, una delle scelte migliori è quella di puntare su scarpe che offrano versatilità. Come, ad esempio, quelle cosiddette door-to-trail, ovvero le tuttofare.

Sono un ottimo compromesso, e possono anche essere ideali per un principiante.

Stabilità

Esistono pochissime scarpe di categoria A4, ovvero quelle che si definiscono “stabili”, nel trail running. Questo perché la stabilità nel trail è intesa in modo leggermente diverso rispetto alle scarpe da strada. 

Se sull’asfalto il piede appoggia quasi sempre su una superficie liscia, uniforme, sui sentieri la cosa si fa più complicata. Ad ogni passo il piede potrebbe calpestare una radice, un sasso, buche, e quindi non atterrare in modo stabile.

Va da sé che la stabilità deve essere migliorata attraverso strategie che vanno oltre l’inserimento di supporti mediali, come invece avviene nelle scarpe da strada.

Ecco allora che le scarpe da trail aggiungono strati sui lati della tomaia, per dare più struttura; oppure allargano la base di appoggio, sull’avampiede ma soprattutto al tallone; oppure mantengono lo stacco da terra (l’altezza della scarpa) a misure contenute, perché più alta è, più instabilità può portare. O, ancora, offrono schiume nell’intersuola che tendono ad essere più dure e dense.

Ammortizzazione

L’ammortizzazione di una scarpa è ciò che permette di attenuare gli impatti con il terreno e di avere maggior comfort ad ogni passo.

Contrariamente a quello che molti credono (e a quello che alcuni brand ci vogliono far credere), non è sempre necessario avere tanta ammortizzazione nella corsa su strada.

Nel trail running invece ne può servire di più, perché così proteggiamo meglio il piede, e anche perché si corre in discesa, dove i carichi sulle articolazioni sono maggiori.

Ma come dicevamo prima, troppa ammortizzazione, e quindi intersuole molto alte, possono anche portare a instabilità. 

Benissimo se corriamo su fondi omogenei, come uno sterrato o un sentiero facile, ma non ideale se intendiamo andare veloci su sentieri tecnici. 

Quasi sempre necessaria, invece, se corriamo lunghe distanze, dove il piede ha di solito bisogno di maggiore comfort.

Quindi, ammortizzazione sì, ma a seconda di dove si vuole andare e di quanta strada si intende percorrere.

Protezione

Se la protezione sotto il piede è fondamentale, lo è anche quella attorno al piede stesso. Prendiamo ad esempio un sentiero ricco di radici e sassi: le probabilità di urtare qualcosa durante la corsa sono molte. E quando succede, sono dolori.

Ecco che le scarpe da trail sono di solito provviste di una tomaia ben più resistente rispetto alle cugine da strada. Sarebbe un problema se non resistessero all’abrasione e agli urti che inevitabilmente incontriamo off-road. Quindi tessuti più resistenti sui lati, e puntali gommati che assorbano bene gli impatti anteriori. 

Le migliori scarpe running A5

Non è affatto facile scegliere tra le centinaia di scarpe sul mercato. Fino a qualche anno fa la scelta si limitava ad un numero relativamente basso, ma ora la situazione vede decine e decine di prodotti. 

Un marchio può avere anche 10 o 20 modelli diversi. Se consideriamo che i brand sono sempre di più, possiamo ben immaginare quanto difficile sia districarsi in questa giungla di prodotti.

Abbiamo selezionato quelle che secondo noi sono alcune tra le migliori scarpe da trail running (ben sapendo che questa lista non è affatto esauistiva! Sarebbe troppo lunga…).

Hoka Speedgoat 5

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Ormai un classico del trail, le Hoka Speedgoat sono da anni compagne fedeli di moltissimi runner. 

Hoka è stata una delle prime case ad offrire ammortizzazioni molto abbondanti (anche esagerate) fin dal primo modello. Questo significa tantissima protezione sotto il piede, e una sensazione di “correre sulle nuvole”, che piace a tanti.

Le Speedgoat sono scarpe per chi ama il comfort e corre su sentieri, anche di elevata difficoltà, pur considerando i limiti dati dalle loro dimensioni (sono scarpe voluminose) che le rendono, per alcuni, non adatte a ritmi veloci. Il grip è fantastico, sono durevoli, sono abbastanza leggere e anche traspiranti.

Perfette per le lunghe distanze e le ultramaratone.

Se volete un modello simile, ma più versatile, orientatevi sulle le Hoka Mafate Speed o le Challenger 7.

Nike React Pegasus Trail 4 GTX

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Nike produce scarpe da corsa da una vita, con milioni di fan in tutto il mondo. Ma nel trail non ha mai avuto un seguito altrettanto buono. 

Le cose hanno iniziato a cambiare con alcuni modelli azzeccati. Uno di questi, le Pegasus Trail 4, ha dimostrato di essere eccellente, soprattutto per quanto riguarda le capacità door-to-trail, su distanze brevi e medie.

Sono infatti scarpe molto versatili, che danno il meglio su fondi facili o di moderata difficoltà.

Comode anche per piedi leggermente larghi, stabili, con un’aderenza che finalmente è in grado di offrire tanto sui sentieri, hanno una tomaia con collarino stile calzino, che tiene a bada i detriti.

La versione GTX, ovvero quella con la tomaia in Gore-Tex, è semplicemente perfetta. Non solo offre protezione dalla pioggia e dalle pozzanghere, ma riesce anche ad avere un’ottima traspirabilità, cosa assolutamente non scontata quando c’è di mezzo il Gore-Tex.

Questo perché, rispetto ad una tomaia standard, di solito non riesce a permettere un flusso d’aria così buono.

Salomon Speedcross 5

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Le Salomon Speedcross sono da anni uno dei prodotti più venduti del marchio francese. Merito anche dell’estetica, aggressiva ma accattivante, che porta molti (anche non-runner) ad acquistarla per camminate e corse.

La calzata aderente e la suola con tasselli pronunciati, rende le Speedcross un ottimo strumento per affrontare percorsi difficili, in collina e in montagna.

Sono anche comode, ma non le consiglio per semplici camminate in campagna. Ci sono sicuramente modelli più adatti a questo. Le Speedcross danno il meglio su fondi tecnici, su terreni duri ma soprattutto morbidi, come erba e fango.

Non adatte per chi ha piedi larghi o vuole spazio in punta.

Saucony Peregrine 13

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Ormai arrivate alla 13° edizione, le Peregrine continuano a migliorare con gli anni. Con la versione 12 si era arrivati a rasentare la perfezione, e con la 13 si è aggiunta ammortizzazione per renderle più adatte anche ai ritmi rilassati.

Ma le Peregrine mantengono il loro cuore di scarpe votate ai sentieri tecnici e alla velocità, seppur moderata.

Con un’aderenza superiore data dai tasselli di 5mm, che brillano in quasi tutte le situazioni, le Peregrine sono scarpe che amano correre su fondi tecnici, come quelli su roccia, ma anche e soprattutto in presenza di fango o neve.

28mm di altezza al tallone non sono poi tanti al giorno d’oggi, ma riescono a fornire ottima protezione sotto i piedi, e i 270 grammi di peso sono la ciliegina sulla torta di questo modello.

La Sportiva Akasha II

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Un must. Una delle prime vere scarpe per ultra maratone in montagna. Una delle più famose. Nonostante ai nostri giorni sia diventata dura competere con le molte altre scarpe, le Akasha continuano ad essere una delle migliori scelte. 

Il motivo? Sono estremamente affidabili.

Create per affrontare sentieri tosti, le Akasha si adattano ad usi diversi e a dispetto di un approccio più classico, riescono a dare comfort e tanta protezione a tantissimi runner.

A differenza di tanti altri modelli, che vedono una nuova versione ogni anno o quasi, le Akasha sono rimaste per un periodo lunghissimo le stesse identiche di sempre. Segno che funzionavano benissimo senza bisogno alcuno di aggiornamenti.

Ma dopo diversi anni, un update era comunque doveroso, ed ecco che La Sportiva ha fatto uscire le Akasha II, ma per fortuna senza stravolgerle.

La nuova versione vede una diminuzione del peso (cosa sempre gradita!), maggiore reattività da parte dell’intersuola e una rullata più piacevole.

Rimane l’ottima aderenza e la stabilità che l’hanno sempre contraddistinta, lo spazio in punta che è una buona via di mezzo, e la capacità di essere versatile, sia come scarpa da running che da escursione.

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Runner e Running Coach con la passione per le ultramaratone, la montagna, e tutto ciò che ci gira attorno. Mi trovi qui: https://www.instagram.com/gabrielezampieri/

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